Artist

Questo è un libro in cui non esistono oggetti. Esistono solo soggetti, soggettività che si incontrano in una ricerca di relazione come percezione, conoscenza, amore.
Una dimensione di reciprocità che anima tutti gli esseri viventi
e gli elementi naturali presenti nel libro.
L'esperienza della morte - da un lato, come restituzione
d'identità al morto; dall'altro, il morto che restituisce identità nella trasformazione a chi vive - rappresenta il culmine estremo della relazione
Sonia Gentili
Un teatro del corpo vivo è la poesia di Ilaria Maria d’Urbano. Anche quando gli attori e le comparse fanno i conti con la finitudine, e forse proprio per questo, stanno celebrando la vita mentre si esprime con i suoi dolori, le sue inquietudini e le sue luci. Parole a togliere. Non una sillaba di troppo (...)
Ugo Morelli
(...) Come nella poesia Fiori: "quando cercavo
di vedere angeli e santi/ Tu mi hai fatto vedere fiori e ulivi// quando ho visto i fiori / Tu mi hai fatto vedere angeli e santi".
E qui sembra di vedere passare l'ombra di Emily Dickinson
Davide Rondoni

"Incondizionata.
Fragile.
Eterna.
Sospesa.
Persa tra le righe senza
alcuna difesa"
Giovanni Caccamo
"(...) presenze che animano il tuo Eden aperto ad una sacralità non confessionale e fervida, profumato - come evocato dal titolo - da un’offerta di te stessa che è anche bisogno, talvolta doloroso, di conoscenza e di ricongiungimento catartico con la dimensione di magica purezza e pienezza infantile, tanto ispiratrice quanto nostalgicamente sfuggente nelle prove esistenziali della maturità.
L’affinità dei tuoi versi brevi, “sgocciolati”, con i celebri versicoli ungarettiani de L’Allegria mi appare più formale che sostanziale, tesi come sono, in realtà, ad una prosa lirica evocativa e scolpita (di cui hai già dato prova nel tuo precedente libro latamente autobiografico) che sigilla Mirra come una promessa di ulteriore evoluzione verso l’essenza della “mente del cuore” tuo, sempre così vigile, attivo e polimorfo nelle sue esperienze ed espressioni."
Maura Del Serra
"Monologo redatto senza pause,
tutto sott'acqua,
senza prendere mai fiato... sublime, ineffabile"
Pupi Avati
Menzione d'Onore
Premio Internazionale Salvatore Quasimodo

"Sembra cantare da dove tutto può essere guardato da occhi innamorati, e di quell'amore sa inebriarci tutti, come nella meravigliosa tradizione della poesia persiana, con Rumi e Hafez..."
Massimiliano Bardotti
Frantoio
Targa d'Onore
Premio Internazionale Alda Merini

Penso che il corpo,
il respiro,
le emozioni,
siano i nostri più potenti strumenti.
Il sentirsi e il sentire
la nostra vera connessione.
Ilaria Maria d'Urbano




